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I FIORI PER IL MATRIMONIO

Perché si dice <fiori d’arancio> quando si parla di matrimonio? Perché si addobbano le chiese con tale pianta il giorno delle nozze? Forse non tutti lo sanno, la maggioranza si limita ad utilizzare questa diffusa espressione e a seguire il rito senza curarsi del suo significato: credo dunque sia interessante spiegare da dove nasca.
Secondo la leggenda, moltissimi anni fa il re di Spagna ricevette in dono da una
principessa una bellissima pianta di arancio, talmente incantevole che il sovrano se ne innamorò follemente. Un ambasciatore chiese al re che gliene fosse donato un ramoscello, ricevendo però una categorica risposta negativa.
Desiderando a tutti i costi quel ramoscello, l'ambasciatore chiese aiuto al giardiniere del re,
che di nascosto prese un ramo della pianta accontentando cosi l’ambasciatore: questi, come ricompensa, donò al giardiniere 50 monete d’oro. Il giardiniere regalò questa somma a sua figlia come dote, consentendole dunque di sposarsi (in precedenza nessuno la voleva, a causa della sua povertà). Il giorno del fatidico si la ragazza adornò i suoi capelli con un ramoscello
di fiori d'arancio, poiché proprio a quello doveva la sua felicità.
E’ una bella favola, non c’è dubbio. Quando pensiamo ai fiori d’arancio ci colleghiamo senza batter ciglio al matrimonio, momento di gioia dove vengono gettate le basi per un nuovo nucleo familiare. Ma soprattutto, un momento che rimane in ogni caso scolpito nel cuore delle persone: anche i più freddi, non possono non emozionarsi appena giunti all’altare.
Per rimanere in tema, si potrebbe anche fare un’associazione musicale: Carmen Consoli, stimata musicista nostrana, ha scritto qualche anno fa una canzone intitolata proprio <Fiori d’arancio>, anche se in questo caso non si trattava di un lieto fine. La sposa infatti in quel caso veniva piantata proprio sull’altare…