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STORIA DELLA LUNA DI MIELE - MATRIMONIO

Purtroppo non ho nessun racconto dalle radici millenarie da sciorinarvi. Le fatidiche due settimane di spensierata vacanza, dopo il tanto agognato sì, sono un sogno che le giovani coppie di innamorati di tutti i tempi avrebbero voluto realizzare, ma che nei fatti è reso possibile solo agli sposini contemporanei. Bisogna risalire indietro nel tempo di appena due generazioni per ritrovare l’età (che ci pare paleolitica) in cui tutti i soldi a disposizione della giovanissima neo-famiglia venivano utilizzati per pagare mobili, pentolame e lampadine della casa nuova, fino all’ultimo cent, così da non lasciare nemmeno un penny per altre spese. Insomma la luna di miele era un’esigenza e un desiderio percepito fin dai tempi dei nostri nonni, e che pure, nella gran maggioranza dei casi, è stato realizzato solo a partire dalla generazione dei genitori. Solo i più fortunati settantenni possono raccontare di aver trascorso qualche giorno di completo relax con la propria sposa, in qualche località turistica italiana, e non fanno che ripetere ai propri figli e nipoti di non perdersi un’occasione che più che unica ha dell’irripetibile.
E in effetti è proprio così: quella concordia su tutti i fronti che si respira i primissimi giorni (le primissime lune) che seguono il fatidico sì sarà poi difficile da ritrovare in seguito, non perchè l’amore è destinato a passare, ma perché l’incanto di quei giorni (come spesso raccontano coppie sposate da decenni) si frammischia inevitabilmente al disincanto e alle fatiche del tran tran quotidiano. Quindi, mai perdersi il viaggio di nozze, nella consapevolezza di realizzare il sogno inespresso (o espresso ma irrealizzato) dei nostri avi, che non avrebbero atteso altro dopo le lunghe privazioni del periodo del fidanzamento.

IDEE CHIARE

La luna di miele non rappresenta un bengodi felice destinato a trasformarsi in un’esistenza di stenti, ma l’inizio di una vita nuova e piena per marito e moglie, il cui entusiastico ricordo deve essere degno di trasmissione alle generazioni dei figli e dei nipoti.
Un requisito si rivela, allora, imprescindibile: che, al momento di entrare in un’agenzia di viaggi, i fidanzati abbiano le idee chiare (anzi cristalline) sul luogo che entrambi desiderano visitare e in cui sognano di soggiornare insieme. Sottolineo questo aspetto perché altrimenti il rischio è quello di lasciarsi trascinare dall’agenzia turistica in spiagge assolate e ormai abusate, senza che venga offerta la minima possibilità di personalizzare il proprio viaggio, nella smania di organizzare e incasellare ogni secondo. Riemerge il buon vecchio valore classico dell’aura mediocritas: così come è irragionevole non stendere un plan di massima per la propria vacanza, allo stesso modo vanno fuggiti come la peste i pacchetti tutto compreso e tutto-fare che non permettono un minimo di originalità di espressione. Considerando la percentuale di budget matrimoniale che viene investito nella luna di miele, bisogna investire una quota proporzionale di energie per definire un progetto adeguatamente scandito (e ricco di proposte accattivanti) per il susseguirsi dei giorni, ma che sappia contemplare quella dose di entusiastico senso dell’avventura e dell’imprevisto che rende tutto più elettrizzante.
Roberta Cassina